Il Legato della Scuola di G. Curtoni

IL LEGATO DELLA SCUOLA DI GEROLAMO CURTONI

A pagina 51 del libro Gerola: la sua gente, le sue chiese avevo fatto un cenno, seppur breve, alle prime forme di scuola istituite nei nostri paesi, gestite dai cappellani, che venivano pagati in vario modo: in parte dalla comunità, in parte dalle confraternite, oppure dai genitori dei bambini ed anche con le rendite di alcuni benefici. Successivamente ho potuto vedere un interessante lascito fatto da Gerolamo Curtoni, figlio di Orlando, di Gerola, nel 1783.

Nella prima parte dell'atto c'è la cronistoria della vicenda, che riassumo brevemente. Da giovane, Gerolamo era emigrato a Napoli e per molti anni aveva trovato impiego nel magazzeno del Reale Monastero di Monte Oliveto, dove però era costretto a svolgere la sua mansione anche nei giorni di festa. Allora, per quiete di sua coscienza e per mera sua divozione, a maggior gloria di Dio, aveva deciso di impiegare una parte dei suoi risparmi per opere di bene. Aveva perciò radunato 100 ducati napoletani, corrispondenti a 1030 lire imperiali della Valtellina e li aveva mandati a suo padre Orlando con l'istituzione di un pio legato di scola perpetua a beneficio di due orfani o altri più bisognosi, non meno che per li di lui figli e dei figli di suo fratello Antonio. Successivamente, però, c'erano stati dei contrasti con suo fratello, il quale, nel 1763, aveva fatto rinuncia a tale legato, tanto che il fondatore, deluso dalla poca gratitudine usata dal fratello e avvalendosi della sua facoltà, aveva addirittura annullato il legato.

Il progetto di compiere un'azione generosa, però, era rimasto vivo nell'animo di Gerolamo, il quale, tornato a Gerola e consigliato da alcuni religiosi, anche a quiete della sua coscienza e venuto in determinazione di nuovamente mandare in esecuzione la sua promessa, il 4 gennaio 1783 va dal notaio Giacomo Tarabini di Pedesina e, con la stessa somma, rinnova il legato pio di scuola a favore primieramente di due orfani, overo a due altri più bisognosi delli due colondelli (frazioni) della Piazza o della Valle ed in seguito delli di lui figli e discendenti come in seguito si dirà. Al presente legato assegna per speciale sicurezza del capitale una casa a Gerola, chiamata casa della stella e una vigna nel territorio di Piagno dove si dice ai Mulini. Stabilisce che questi due beni siano sempre ipotecati e non possano mai essere venduti. Gli eredi potranno liberare a loro favore la casa e la vigna, investendo però il capitale in altri fondi fruttiferi o in capitale sicuro. Gerolamo stabilisce che la rendita sia convertita in pagare un maestro capace o sia ecclesiastico o sia secolare, acciò faccia la scola ogni anno, sino imperpetuo, nei mesi di genaro, febraro e marzo secondo la consuetudine di detta terra di Girola, prima a due orfani overo a due altri più bisognosi... cosichè tal maestro sia tenuto ad insegnare a detti orfani la Dottrina cristiana, leggere e scrivere e far conti... E tutto l'avanzo doppo detti orfani sia convertito in pagare la scuola a tutti li figli maschi, discendenti ed eredi di linea mascolina... del sudetto Geronimo...sino all'età almeno di anni quindeci.

Il meccanismo di applicazione del legato, però, non è così semplice perché nel frattempo Gerolamo ha un figlio, anche lui di nome Gerolamo, che sta studiando per diventare prete. Allora il fondatore stabilisce che la rendita, per ora, spetti interamente al figlio, fino all'età di 24 anni, per completare gli studi. In seguito, per i successivi dieci anni, si svolga la scuola come stabilito. Se poi, tra i discendenti di Gerolamo, ci sarà qualche ragazzo che voglia intraprendere la strada del sacerdozio, allora per almeno altri dieci anni la rendita del legato spetti interamente a lui, salvo riprendere poi con la scuola agli orfani per i successivi dieci anni e così di tempo in tempo sino imperpetuo. Gerolamo stabilisce anche che, alla sua morte, l'amministrazione del legato vada al più abile e più benestante dei figli maschi; se non ci fosse nessuno disponibile, allora vada al parroco di Gerola. Se invece, che Iddio non voglia, mancasse la linea mascolina, in tal caso stabilisce che la detta annua rendita vada al Rev.do Signor Cappellano.

Anzitutto, per fornire alcune coordinate delle parentele (seguendo le dinastie che avevo pubblicato su Campane e Voci una ventina d'anni fa), Gerolamo, figlio di Orlando, è il capostipite delle famiglie Curtoni della Piazza di Gerola che hanno il soprannome di Cavìc' e Garòc'; da suo fratello Antonio, invece, sono derivate le famiglie soprannominate Riatìgn e Lazzarìgn. Il figlio Gerolamo, una volta diventato prete, è stato curato di Bema e poi parroco di Gerola dal 1804 al 1817. Il legato di Gerolamo Curtoni è stato sicuramente prezioso, perché ha permesso di frequentare la scuola anche ad alcuni bambini poveri. Probabilmente è rimasto in vigore fino all'unità d'Italia, nel 1861, quando il nuovo Governo ha istituito la scuola elementare, pagata dal Comune, per tutti, maschi e femmine. All'inizio la scuola elementare veniva tenuta per soli tre mesi invernali (in pratica da Natale a Pasqua), poi è stata portata a quattro, quindi a sei. Solamente nel Novecento si è giunti alla struttura dell'anno scolastico come usiamo oggi.

Cirillo Ruffoni