Chiesa Parrocchiale
Edificata sui resti di una antica chiesa del 1300

LA CHIESA PARROCCHIALE DI RASURA

La chiesa e' dedicata a S. Giacomo maggiore ed e' stata costruita nel 1634 sui resti di un'antica chiesa del 1300 periodo in cui, secondo i documenti d'archivio, ci fu il primo insediamento nella Valgerola.
Fu consacrata nel 1640 dal vescovo Mons. Carafino che applicò in perpetuo un'indulgenza di 40 giorni per chi avesse visitato la chiesa nella 2° domenica di luglio.
Accanto alla popolazione povera ma generosa,il parroco don Bartolomeo Maxenti,fu un sostenitore anche finanziario,di quest'opera che risentì degli influssi architettonici e pittorici del periodo barocco.

Nel descrivere brevemente la chiesa si cerca di evidenziarne le parti più caratteristiche.
L'organo sistemato nel soppalco in legno in fondo alla chiesa e' uno dei migliori strumenti musicali ad aria presenti nel territorio.
Inizialmente,nel 1763 fu costruito un primo organo utilizzato per 70 anni dall'organista Domenico Mazza, poi nel 1832 ne fu comperato uno nuovo costruito da Angelo Bossi di Bergamo che costò lire 2043. sei anni dopo fu ampliato aggiungendo elementi. 
Risulta che tra il 1835 e il 1877 occuparono il posto di organista Giovanni Rabbiosi e Gaspare Santi.
Per il soppalco in legno fu chiamato un falegname di Morbegno, Domenico Ruffini
La struttura e' sostenuta da cherubini e serafini mentre,all'interno dei quadri che compongono la facciata ci sono angeli con strumenti musicali e soggetti floreali.
Dalla parte opposta l'altare maggiore in marmo policromo
acquistato il 30 maggio 1810 dai frati domenicani di Morbegno che avevano avuto l'ordine di chiudere il convento e la chiesa.
Pertanto notiamo la presenza dello stemma di questo ordine monastico in bianco -nero + la stella di S. Domenico simbolo di sapienza,+ i 3 simboli ...palma (martirio ) ..giglio (verginità)... corona (dottrina) che identificano s. Pietro martire da Verona.
Nel catino absidale dipinto da Pedrazzi Giacomo e' rappresentata la trasfigurazione di Cristo attorniato dai discepoli sul monte Tabor.
Nel soffitto dell'altare lo stesso pittore ha rappresentato la gloria di S. Giacomo vicino ai 4 evangelisti, angeli, S. Chiara e S. Michele
Sul soffitto della navata centrale sono raffigurati i simboli della Chiesa e le spade ..attributi usati per la decapitazione del santo
Le vetrate compongono la parte superiore delle pareti un mosaico di vetri colorati che rappresentano i 4 evangelisti, S. Giuseppe e S. Rocco che danno colore e luminosità policroma alla chiesa specialmente quando entra il sole. L'effetto opposto si ha di sera con le luci accese all'interno della chiesa durante eventuali funzioni liturgiche.
La pala dell'altare maggiore e' stata dipinta 356 anni fa' da un artista Chiavennasco e ritrae il patrono s. Giacomo con intorno scene della sua vita.
Ai lati della pala dell'altare ci sono altre due vetrate policrome che raffigurano l'agnello..l'acqua...il libro e i simboli eucaristici.
I due altari laterali sono dedicati alla Madonna del Rosario e alla Madonna del Carmine. Tipica presenza della nostra valle sono le figure di s. Sebastiano e di s. Rocco, non mancano tuttavia S. Antonio, S. Luigi, S Marta, S. Abbondio, S. Gregorio, S. Giusepp, S. Caterina da Alessandria.
Due quadri completano la zona dell'altare uno di S. Giacomo, uno della Madonna del Carmelo.
Il pulpito in legno intagliato risale al 1646 mentre i confessionali sono stati eseguiti ad intarsio nel 1737.
Il battistero con una copertura a forma ottagonale e' opera di Francesco Rubino di Trento nel 1685.
Su uno dei sedili della cantoria e' scolpito nel legno lo stemma dei Migazzi ..famiglia capostipite di Rasura rappresentato da due mani con una croce.
Per finire questa breve "visita " della chiesa possiamo osservare il pavimento che non e' quello di un tempo tra l'altro usato come cimitero e quindi sottoposto ad usura ma quello rifatto nel 1799 da un marmorino della val Maggia in Ticino.